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Ogni quanto fare un massaggio ayurvedico?

  • nicolesoncini
  • 13 apr
  • Tempo di lettura: 3 min

Ogni quanto va fatto un massaggio?


Credo che questa sia una delle domande che mi viene fatta più spesso in questi anni.

E penso che, dietro questa domanda, ci sia in realtà un bisogno molto semplice: “cosa mi consigli di fare per mantenere il benessere che ho ottenuto?”


La verità è che non esiste una risposta unica valida per tutti.


L’Ayurveda, infatti, è un approccio profondamente personalizzato che fornisce delle linee guida di benessere, ma queste non possono essere identiche per ogni persona. Dipende dalla costituzione individuale, dal momento della vita, dal livello di stress, dagli impegni, dai progetti e anche dalle possibilità economiche.


Perché possiamo raccontarcela finché vogliamo, ma nella realtà ognuno di noi deve fare i conti con la propria quotidianità, le proprie priorità e le proprie risorse.


La costituzione e lo stato della persona


La personalizzazione del trattamento passa proprio dalla costituzione e dallo stato della persona nel momento in cui si trova.


Ci sono persone che attraversano periodi di forte stress, in cui il corpo è contratto e la mente è affaticata. In questi casi il massaggio può aiutare a riportare radicamento, calma e stabilità, favorendo un ritorno a uno stato di maggiore equilibrio.


Altre persone invece vivono una condizione di maggiore “disconnessione” dal corpo, magari perché conducono una vita molto sedentaria o mentalmente dispersiva. In questi casi il massaggio può avere una funzione più attivante, aiutando a riaccendere la percezione corporea e a migliorare anche la lucidità mentale.


Ci sono poi situazioni in cui la persona è molto energica, dinamica o mentalmente iperattiva, con emozioni che tendono a muoversi velocemente. In questi casi il lavoro è quello di riportare equilibrio, aiutando a calmare l’eccesso di stimolazione e a stabilizzare il sistema emotivo e nervoso.



Due modalità diverse, entrambe valide


C’è chi sceglie di fare un massaggio ogni tanto, quando ne sente il bisogno: nei periodi di stress, quando il corpo è più affaticato o quando sente la necessità di fermarsi e ritrovare equilibrio.


È una scelta assolutamente valida, che rispetta i propri tempi e le proprie possibilità.


A volte sarà un bisogno più occasionale, per ritrovare equilibrio nei momenti più intensi e ricaricare le energie. Dopo il massaggio si può ripartire, tornando alla vita di tutti i giorni con più energia e maggiore chiarezza mentale.


Altre volte, invece, può nascere il bisogno di sentirsi accolti e accompagnati con più continuità, attraverso un percorso che sostenga corpo e mente nel tempo.


C’è invece chi sceglie un percorso più continuativo. In questo caso il massaggio diventa un lavoro progressivo su corpo e mente, che nel tempo aiuta a sciogliere tensioni più profonde e a mantenere uno stato di benessere più stabile.


Ti indico una frequenza generale...


Se dovessi dare un’indicazione generale, basata anche sull’esperienza, direi:

• ogni 2–3 settimane nelle fasi iniziali

• poi ogni 3–4 settimane come mantenimento


Ma è importante ribadire che si tratta solo di una media indicativa, non di una regola valida per tutti.



Il ruolo dell’Ayurveda


In un approccio come quello ayurvedico non esiste un’unica indicazione per tutti.

Ognuno nasce con una propria costituzione e anche le esigenze del corpo e della mente cambiano nel tempo e con le stagioni.


Per questo la personalizzazione è fondamentale.



Approccio integrato


Proprio per questo motivo ho scelto di integrare le consulenze ayurvediche con il Dott. Fiorio, così da poter offrire un approccio ancora più completo e personalizzato, che tenga conto della persona nella sua globalità


Responsabilità e ascolto del corpo


Il massaggio può essere un supporto importante al benessere, ma non sostituisce l’ascolto quotidiano del proprio corpo e delle proprie esigenze.


Non sempre è possibile mantenere una costanza ideale, e non è un problema: anche la continuità, quando c’è, deve essere sostenibile e realistica.


Più che chiedersi “ogni quanto devo farlo?”, forse la domanda più utile è: di cosa ha bisogno il mio corpo in questo momento?Di un massaggio ogni tanto per riequilibrarmi o di un percorso strutturato?




Per finire....


In conclusione, non esiste una frequenza giusta in assoluto.


Esiste la frequenza giusta per la persona che sei e per il momento che stai vivendo.


A volte sarà un bisogno più occasionale, per ritrovare equilibrio nei momenti più intensi e ricaricare le energie.

Altre volte, invece, può nascere il bisogno di essere accolti e accompagnati con più continuità, attraverso un percorso che sostenga corpo e mente nel tempo.


Il benessere resta un obiettivo fondamentale, ma è anche un processo dinamico che evolve insieme a noi.


E proprio per questo, non esiste una frequenza giusta in assoluto, ma

una frequenza giusta per la persona che siamo in quel momento.


E ogni scelta, se fatta con consapevolezza, con radicamento e presenza è già una forma di cura.

 
 
 

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